Sestiere di San Marco

Palazzo Ducale - 1

Il Palazzo Ducale, uno dei simboli della citta' di Venezia e capolavoro del gotico veneziano, sorge nell'area monumentale di piazza San Marco, tra la Piazzetta e il Molo. E' formato da tre grandi corpi di fabbrica che hanno inglobato e unificato precedenti costruzioni :

- L'ala verso il Bacino di San Marco (che contiene la Sala del Maggior Consiglio) e che e' la piu' antica, ricostruita a partire dal 1340
- L'ala verso la Piazza (gia' Palazzo di Giustizia) con la Sala dello Scrutinio, la cui realizzazione nelle forme attuali inizia a partire dal 1424
- L'ala rinascimentale, con la residenza del doge e molti uffici del governo, ricostruita tra il 1483 e il 1565.


Antica sede del Doge e delle magistrature veneziane, ne ha seguito la storia, dagli albori sino alla caduta, ed e' oggi sede del Museo Civico di Palazzo Ducale. L'edificazione del palazzo inizio' presumibilmente nel IX secolo, a seguito del trasferimento della sede ducale da Malamocco all'odierna Venezia, definitivamente sancito nell'812 durante il dogado di Angelo Partecipazio. Segui' la ricostruzione avviata da Pietro I Orseolo (976-979), un nucleo fortificato costituito da un corpo centrale e da torri angolari, circondato dall'acqua, le cui tracce ancora si intuiscono nell'assetto del piano loggiato. Il complesso subi' una prima grande ristrutturazione, che trasformo' la fortezza originaria in un elegante palazzo privo di fortificazioni, nel XII secolo durante il dogado Sebastiano Ziani. Un nuovo ampliamento fu realizzato tra la fine del '200 e i primi del 300, per servire le nuove esigenze dello stato repubblicano seguite alla Serrata del Maggior Consiglio, la cui sala venne ampliata. Nel 1310 venne represso un tentativo di assalto al palazzo nel corso di una congiura guidata da Bajamonte Tiepolo. A partire dal 1340, sotto il dogado di Bartolomeo Gradenigo, il palazzo comincio' una radicale trasformazione verso la forma attuale. Nel 1404 venne terminata la facciata sul molo, nel 1423, vennero avviati i lavori sul lato verso la piazzetta e la basilica, nel 1439 iniziarono anche i lavori per la Porta della Carta. Dopo il grande incendio del 1483 venne riedificata la parte interna, cioe' quella sul lato del rio di Palazzo che termina con il Ponte della Paglia,i cui lavori che proseguirono sino al 1492 e la costruzione della Scala dei Giganti. L'11 maggio 1574 un incendio distrusse alcune sale di rappresentanza al piano nobile. Decisa immediatamente la ricostruzione, la direzione tecnica ed esecutiva venne affidata al proto Antonio da Ponte, affiancato da Andrea Palladio. La presenza di Palladio a Palazzo Ducale e' documentata pure tra il 1577 e il 1578, per il restauro dell'edificio danneggiato da un secondo grave incendio (20 dicembre 1577) in cui andarono perduti importanti cicli pittorici. Anche in questo caso, le ipotesi di una sua proposta concreta lasciano dubbi tra la critica. Tra il 1575 e il 1580 Tiziano e Veronese vennero a loro volta chiamati a decorare gli interni del palazzo e la loro opera fini' per inserirsi nella ricostruzione delle sale dell'ala meridionale seguita all'incendio del 20 dicembre 1577. All'inizio del XVII secolo furono aggiunte le cosiddette Prigioni Nuove, al di la' del rio, ad opera dell'architetto Antonio Contin. Questo nuovo corpo di fabbrica, sede dei Signori della Notte, magistrati incaricati di prevenire e reprimere reati penali, viene collegato al Palazzo tramite il Ponte dei Sospiri, percorso dai condannati tradotti dal Palazzo, sede dei tribunali, alle prigioni. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, la cui fine fu decretata nella seduta del Maggior Consiglio del 12 maggio 1797, il Palazzo non venne piu' utilizzato come sede del principe e delle magistrature, ma fu adibito a sede di uffici amministrativi degli imperi napoleonico e asburgico. Le prigioni, denominate Piombi, conservarono la loro funzione e furono oggetto degli scritti di Silvio Pellico. Con l'annessione di Venezia al Regno d'Italia il Palazzo subi' cospicui restauri e nel 1923 venne destinato a museo, quale e' tuttora.












questa scultura di Donna coronata che reca il mano una spada e un cartiglio rappresenta Venezia dominatrice sul mare e le genti e segna il punto in cui il palazzo ducale terminava prima dell'ampliamento realizzato tra la fine del '200 e i primi del '300, per servire le nuove esigenze dello stato repubblicano seguite alla Serrata del Maggior Consiglio, la cui sala venne cosi' ampliata.






























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